24 Set Sostegno agli sfollati in Libano (Progetto 062)
A partire dal quarto trimestre del 2024, il Libano ha conosciuto un drammatico deterioramento della situazione di sicurezza, innescato dalla ri-escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah. Gli scontri, concentrati inizialmente nelle aree di confine meridionali, hanno avuto un impatto devastante sulle comunità locali e hanno provocato il più alto numero di sfollati interni mai registrato nel Paese negli ultimi decenni. Oltre il 95% deglisfolati ha trovato riparo in strutture collettive – scuole, centri comunitari, edifici pubblici – già da tempo utilizzate come rifugi di emergenza in aree come il Nord e il Sud del Paese (UNHCR). Interi nuclei familiari, spesso privi di risorse economiche o di reti di sostegno, si sono visti costretti a vivere in condizioni di sovraffollamento, con servizi di base fortemente limitati e un accesso ridotto ad acqua potabile, elettricità e assistenza sanitaria. Gli esodi più consistenti si sono registrati dalle zone di Sour, El Nabatieh, Bent Jbeil, Baabda e Baalbek, aree particolarmente colpite dai bombardamenti e dalle operazioni militari. Secondo stime UNHCR, oltre 190.000 persone sono state accolte in rifugi collettivi, con una pressione crescente su infrastrutture già fragili e sotto-finanziate. A queste nuove ondate di sfollati interni si sommano le vulnerabilità croniche legate alla presenza, ormai da più di dieci anni, di una consistente popolazione rifugiata siriana. Il Libano ospita infatti circa 1,5 milioni di rifugiati siriani, equivalenti a un quarto della popolazione nazionale, configurandosi come il Paese con la più alta percentuale di rifugiati pro capite al mondo. La maggior parte di essi vive in condizioni di precarietà estrema, in alloggi informali o insediamenti spontanei, privi di servizi essenziali. Secondo i rapporti UNHCR, circa nove rifugiati su dieci vivono in condizioni di povertà multidimensionale, con difficoltà di accesso al lavoro regolare, all’istruzione e all’assistenza sanitaria.
La presenza di rifugiati palestinesi rappresenta un ulteriore elemento strutturale di vulnerabilità . L’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi, gestisce da decenni scuole, centri sanitari e campi profughi in diverse aree del Libano. Con l’aggravarsi della crisi, anche le strutture dell’UNRWA sono state aperte per accogliere gli sfollati interni libanesi, siriani e palestinesi. Alcune migliaia di persone hanno trovato rifugio in scuole e centri comunitari gestiti dall’Agenzia, aggravando tuttavia la pressione su un sistema già in forte difficoltà a causa dei tagli di bilancio e delle crescenti necessità della popolazione rifugiata. Il peggioramento della sicurezza si inserisce in un quadro nazionale già segnato da una crisi economica senza precedenti. Dal 2019 il Paese vive un crollo del PIL stimato intorno al 40%, una svalutazione della moneta locale di oltre il 90% e un’inflazione che ha reso beni essenziali come carburante, medicine e alimenti sempre più inaccessibili. Le tensioni politiche croniche e la paralisi istituzionale hanno indebolito ulteriormente la capacità dello Stato di rispondere ai bisogni della popolazione. La Banca Mondiale e le Nazioni Unite hanno più volte sottolineato come il Libano stia affrontando una delle peggiori crisi socio-economiche a livello globale dalla metà del XIX secolo.
In questo contesto, le comunità colpite dalla nuova ondata di sfollamenti si trovano in una condizione di vulnerabilità estrema. I bisogni primari includono l’accesso regolare a cibo e acqua potabile, l’alloggio dignitoso, il sostegno sanitario e psicosociale, oltre alla protezione dei minori e delle persone con disabilità . I rapporti delle agenzie ONU segnalano un incremento dei rischi legati allo sfruttamento, al lavoro minorile e alla violenza di genere, spesso accentuati dalle condizioni di precarietà economica e dal sovraffollamento dei rifugi.
Nonostante la mobilitazione di comuni, ONG e agenzie internazionali, la capacità di risposta rimane limitata rispetto alla portata dei bisogni. L’assistenza alimentare risulta insufficiente per coprire l’intera popolazione colpita, le scuole trasformate in rifugi riducono l’accesso all’istruzione regolare e il sistema sanitario, già fragile, non è in grado di far fronte alla crescente domanda. In assenza di un rapido miglioramento della situazione di sicurezza e di un sostegno finanziario consistente da parte della comunità internazionale, il rischio è che centinaia di migliaia di persone restino intrappolate in una condizione prolungata di emergenza umanitaria e di vulnerabilità cronica
Obiettivi previsti: Sostenere le popolazioni sfollate di diverse nazionalità in Libano durante il periodo di cessate il fuoco, rispondendo ai loro bisogni umanitari (approvvigionamento di cibo) ed educativi (accesso scolastico) urgenti.
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Attività A.1 – Distribuzione pasti caldi
È prevista la consegna delle derrate alimentari a UNRWA per la preparazione e distribuzione di pasti caldi attraverso le cucine comunitarie di Sibline e del Nord. Le forniture destinate a Sibline verranno interamente utilizzate in loco, mentre le derrate allocate al Nord saranno distribuite tramite cucine comunitarie gestite da ONG e CBO locali, con particolare attenzione al periodo del Ramadan. L’attività mira a garantire un supporto alimentare immediato e dignitoso agli sfollati accolti in scuole e centri comunitari, con priorità alle famiglie più vulnerabili.
Attività A2 Distribuzione pacchi alimentari
Il progetto prevede l’acquisto e la distribuzione di 330 pacchi alimentari contenenti beni di prima necessità (riso, bulgur, pasta, legumi, olio, sale, concentrato di pomodoro). Le distribuzioni saranno organizzate in più fasi e indirizzate a famiglie libanesi, palestinesi e siriane vulnerabili. L’obiettivo è raggiungere complessivamente 3.197 persone. I beneficiari saranno famiglie libanesi, palestinesi e siriane sfollate, (564 nuclei). L’attività è stata pianificata per garantire un’integrazione complementare alla distribuzione dei pasti caldi. Il monitoraggio sarà garantito da UNRWA tramite report periodici e da visite sul campo effettuate dallo staff COOPI.
Attività 3 Distribuzione forniture scolastiche
Con i fondi previsti sarà acquistato un lotto di 25 banchi scolastici da destinare alle scuole UNRWA, con un impatto diretto su circa 50 bambini. L’attività ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di apprendimento e di rafforzare il supporto educativo per i minori appartenenti a comunità vulnerabili, in linea con l’obiettivo generale di sostegno alle popolazioni colpite da crisi e sfollamenti.
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Beneficiari diretti: 3.197 individui (564 famiglie)
Partner locali: N/A
Costo: 50.000 CHF (contributo COOPI SUISSE)
Durata: 4 mesi (Ottobre 2024 – Febbraio 2025)