Educazione in Emergenza: accesso scolastico dei bambini più vulnerabili nel distretto di Mosul, Iraq


 

Educazione in Emergenza: accesso scolastico dei bambini più vulnerabili nel distretto di Mosul, Iraq 1

Foto: Giovanni Vezzani

 

Insieme alla Fondazione COOPI, COOPI Suisse ha deciso di contribuire al progetto gia esistente “Educazione in Emergenza: accesso scolastico dei bambini più vulnerabili nel distretto di Mosul, Iraq” permettendo a 1.200 bambini di riprendere il loro percorso scolastico nonostante essendo in un’area di conflitto.

Questa iniziativa intende di garantire l’installazione di scuole container e la distribuzione di materiale scolastico nel sotto-distretto di Qayyara, un’area recentemente liberata dal gruppo terroristico ISIS. Le scuole saranno fornite di servizi igienici sanitari adeguati e tutte le forniture scolastiche necessarie verranno distribuite: banchi, sedie, lavagne e quant’altro sarà necessario al ritorno ad un regime scolastico standard.

 

Progetto Iraq 2018

 

  • Beneficiari diretti del progetto: 3.750 bambini, 50 insegnanti
  • Beneficiari indiretti del progetto: Le famiglie dei bambini, ovvero 22.500 persone
  • Costo: Il budget è di 61.215,00 USD finanziato da donatrice privata.
  • Durata: 1 Giugno 2018 – 31 Marzo 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pensieri e immagini da Mosul

 

Educazione in Emergenza: accesso scolastico dei bambini più vulnerabili nel distretto di Mosul, Iraq 3

A west Mosul il grigio delle macerie regna sovrano e la città, al primo colpo d’occhio, sembra inabitata. Pochissime le persone, oltre ai militari al check point, che bivaccano ascoltando musica.

Mi ha colpito un ragazzino, seduto sul bordo del marciapiede… lo sguardo perso nel vuoto e secondo la nostra guida, affamato. Impossibile scendere dalla macchina, per questioni di sicurezza.

All’improvviso un vecchio e un bambino, raminghi, con lo sguardo fisso all’orizzonte, ai lati della strada i palazzi in frantumi: non c’è più vita a Mosul, almeno questo gridano i palazzi sventrati. La strada prosegue fino alla mosche al-Nouri, completamente distrutta anche quella. E’ da qui che Abu Al Baghdadi, il 29 giugno 2014, durante la preghiera del venerdì, annunciò la rinascita del Califfato e la proclamazione dello Stato Islamico … oggi la scritta  “fuck ISIS” troneggia su parte della cupola: la moschea è stata oltraggiata per la seconda volta.

Ma la parte occidentale di Mosul non è morta… forse c’è speranza!

Giungiamo davanti ad una scuola, uno sciame di ragazzini si accalca all’ingresso. La scuola è crivellata da ogni lato, sembra un pezzo di groviera. Entriamo, in fondo, da un enorme buco sul soffitto filtra il sole pallido, da una parte i banchi distrutti dall’altra la polvere e le macerie. Da un corridoio sbuca il preside, un uomo sulla cinquantina, basso ma con una tale presenza scenica da sembrare alto due metri, nel suo vestito buono con tanto di cravatta: quanta dignità, ne resto incantata come sempre. Comincia a parlare fitto fitto in arabo, la ragazza accanto traduce «c’è bisogno di aggiungere classi», i ragazzi in totale sono più di mille, divisi in due turni, i maschi la mattina e le femmine di pomeriggio. I bagni non si possono usare, i bambini se hanno bisogno, devono correre a casa.

Lancio lo sguardo in un’aula, una maestra è intenta a fare lezione, nei banchi da due siedono almeno quattro ragazzi, uno addosso all’altro, si grattano la testa… forse pidocchi. Le loro facce sorridenti, fanno sperare, sono sporche, ma sorridono! Il preside ci porta nella sua vecchia scuola, a qualche centinaio di metri, ancora lì la coperta dove dormiva un combattente ISIS… mi chiedo che faccia avesse, se fosse arabo o straniero… chissà?

Carmen Maddaloni, capo missione di COOPI in Iraq – Febbraio 2018

 

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