Macerie, mine, malattie legate alla mancanza di igiene, traumi psico-sociali


                                   Photo: Archivio COOPI

 

Con queste poche parole si può descrivere il dramma di migliaia di persone – uomini, donne, bambini, anziani -, buttati in un conflitto armato senza capirne a fondo le ragioni, che hanno passato anni a veder morire i loro cari e conoscenti, a osservare l’annientamento delle loro case e di tutti i beni materiali che permettevano loro di avere una vita dignitosa e serena.

Adesso sono rimaste solo le macerie, il pericolo delle mine inesplose, malattie che sembravano essere state debellate da decenni e, cosa più grave di tutte, traumi psicologici, indelebili, con cui risulta necessario trovare il modo di convivere per poter tornare a una quotidianità senza la guerra.

Dal 2014 l’Iraq è il teatro di quella che è stata definita una della più grandi emergenze umanitarie degli ultimi anni.

I profughi in movimento dentro i confini del Paese sono circa 3,1 milioni, mentre i rifugiati siriani sono circa 239.000 ai primi mesi del 2017.

Sono più di 11 milioni le persone che necessitano di una qualche forma di assistenza, di cui 3,5 milioni sono bambini in età scolare.

Questi alti numeri mettono a dura prova il sistema dei servizi pubblici primari e creano difficoltà socio-economiche alle comunità locali.

La rete internazionale COOPI è presente in Iraq da giugno 2017 con attività in favore dei profughi e delle comunità ospitanti di Qayyarah, a sud di Mosul.

In questa regione della Ninewa, inclusa la città di Mosul, completamente liberata dall’ISIS solo nell’ottobre 2017, con i suoi tre milioni di persone in bisogno di assistenza e protezione, rappresenta l’epicentro della crisi.

I bambini sono le vittime più vulnerabili ed è per questo che COOPI Suisse porta avanti azioni di educazione in emergenza: supporto psicologico per ridurre gli effetti traumatici del conflitto sui bambini e favorire il ritorno ai percorsi di educazione formale primaria e secondaria, grazie alla riapertura di scuole nelle zone devastate dalla guerra.

Per i bambini vittime della guerra, costretti a vivere da sfollati per anni, il rientro al villaggio d’origine ha un’ulteriore ricaduta sul loro equilibrio psico-fisico: le loro case sono distrutte, la loro vecchia scuola è collassata sotto le macerie, inoltre giocare e muoversi nei posti dove erano soliti fare, non è più possibile poichè le mine sono ancora una minaccia troppo grande, e ci vorrà del tempo per bonificare l’intera area intorno al villaggio.

Ogni intervento nelle zone recentemente liberate dall’ISIS richiede un’attività di bonifica, di valutazione del rischio per la presenza di mine anti-uomo e di formazione per permettere alla popolazione di valutare in modo autonomo il rischio e tornare a vivere in condizioni di sicurezza.

Questi interventi sono complicati, costosi e per non dire anche pericolosi.

In specifico, la collaborazione di COOPI Suisse e la Fondazione Herrod mira a garantire l’allestimento di 5 tende-scuola per incentivare e facilitare il ritorno a scuola dei bambini e azioni a sostegno dell’attività scolastica, come la distribuzione di kit per la scuola.

La distribuzione dei kit scolastici sarà rivolta a 200 bambini fra i più vulnerabili, tra i 6 e 13 anni, che frequenteranno le tende-scuola allestite per lo scopo.

In più, dato che le attuali condizioni igienico-sanitarie del villaggio rappresentano un rischio per la salute dei bambini e delle loro famiglie, verranno diffusi materiali informativi per 1200 beneficiari, relativi alla cura della persona e dell’ambiente, per prevenire la diffusione di malattie legate all’igiene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Photo: Giovanni Vezzani

 

Ecco che la scuola, cuore della comunità, diventa un simbolo di nuovo inizio per le future generazioni e la speranza per una vita migliore. Per questa ragione è importante intervenire: sono molti i bambini e i ragazzi che hanno già perso più di tre anni scolastici, e per i più grandi il rischio di essere reclutati nei gruppi armati o la possibilità di matrimoni precoci, è ogni giorno più alto. Ringraziamo la fondazione Herrod non solo a permettere a questi bambini di continuare il loro percorso scolastico, ma di rispondere in termini di protezione fisica e di supporto psicosociale, cosi dando un senso di normalità, di stabilita, di struttura e di speranza.

 

                           Photo: Giovanni Vezzani

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