Comunicato Stampa: Giornata Mondiale contro l’utilizzo dei bambini soldato 12 Febbraio 2018


Sara M. di Minusio – allieva della scuola Media di Massagno

 

 

Anche gli studenti ticinesi sostengono
la Campagna Internazionale delle Mani Rosse
contro l’utilizzo dei Bambini Soldato

 

In occasione della Giornata Mondiale contro l’utilizzo dei bambini soldato, che si celebra ogni anno il 12 febbraio, i giovani ticinesi contribuiscono alla campagna Red Hands inviando le loro “mani” aConsigliere Federale Ignazio Cassis  e sostenendo l’appello rivolto ai politici affinchè si abolisca definitivamente l’uso dei minori nei conflitti armati.

440.445 mani rosse raccolte dall’inizio della campagna internazionale “Red Hands” e provenienti da tutte le parti del mondo, mani di bambini che stanno già imparando il loro diritto a dissentire pacificamente e a far parte di un mondo globale e interconnesso.

Anche i giovani ticinesi vogliono contribuire a questo grande obiettivo, mandando un segnale proprio a un loro concittadino, il consigliere Cassis, da poco a capo del Dipartimento  Federale degli Affari Esteri (DFAE). Subentrato a Burkhalter il 1 Novembre 2017, Cassis arriva proprio nel momento in cui è importante rinnovare l’impegno della Svizzera per la lotta al dramma dei bambini soldato, che ha espresso la sua strategia nel mandato di Bulkhalter con il “Piano d’Azione per la protezione dei bambini utilizzati da forze regolari o gruppi armati durante i conflitti 2014 – 2016”.

Ancora oggi parliamo di cifre enormi: si stima che 250.000 bambini siano coinvolti in conflitti in tutto il mondo. Sono usati come combattenti, messaggeri, spie, facchini, cuochi, e le ragazze, in particolare, sono costrette a prestare servizi sessuali, privandole dei loro diritti e dell’infanzia.

Oltre un miliardo di bambini vivono in 42 paesi colpiti, tra il 2002 e oggi, da violenti conflitti. Ma l’impatto dei conflitti armati sui bambini è difficile da stimare a causa della mancanza di informazioni affidabili e aggiornate.

Elodie è stata rapita dal suo villaggio quando aveva 10 anni ed ha trascorso 6 anni con i gruppi armati. Quando è arrivata ad Obo, nel sud-est della Repubblica Centrafricana, è stata inserita nel programma di COOPI per il recupero degli ex bambini-soldato ma non sapevamo se fosse stata rilasciata o se era riuscita a fuggire. Al momento del ritrovamento non parlava”.

Ecco una testimonianza drammatica che arriva dal campo:“Il caso di Elodie è stato particolarmente difficile perché lei solo dopo un po’ di tempo nel nostro centro è riuscita a pronunciare qualche parola. Fortunatamente uno dei nostri operatori ha riconosciuto che parlava in lingala, una lingua bantu parlata nella Repubblica Democratica del Congo…

Mentre Elodie veniva affiancata da uno dei nostri psicologi nel suo cammino di recupero, abbiamo iniziato le ricerche della sua famiglia in Congo. La RDC è un Paese vasto e lingala è parlato in molte regioni… Per fortuna un rifugiato congolese a Obo ci ha dato un aiuto: credeva di riconoscere i segni rituali sul volto di Elodie e ci ha consigliato di cercare nell’area del villaggio di Banda (nord-est della Repubblica Democratica del Congo).

Così abbiamo cominciato a diffondere tra gli abitanti dei villaggi la descrizione di Elodie. Grazie al passaparola, il padre di Elodie è venuto a sapere che sua figlia era stata ritrovata e dopo tutti gli accertamenti necessari Elodie è tornata a casa. Erano trascorsi 6 anni…”, racconta Pelagie Gonzobo-Damlah, assistente psico-sociale COOPI.

Del progetto COOPI  beneficiano 6.189 bambini. Il progetto punta non solo a proteggere i diritti dei bambini ma anche la capacità di resilienza delle comunità di far fronte alla violenza.

La Fondazione COOPI e COOPI Suisse lavorano da anni in progetti per la protezione dei minori in aree di conflitto, per la prevenzione all’arruolamento dei minori, di riabilitazione e reinserimento in famiglia degli ex bambini soldato, soprattutto nella Repubblica Centrafricana, in Nigeria e nella Repubblica Democratica del Congo.

 

 

Ufficio Stampa COOPI Suisse :

Anna Bonaldi
(0)76 2980197, bonaldi@coopi.org
Leonie Hipkins
(0)76 2485227, hipkins@coopi.org

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