Comunicato Stampa: Istruzione nelle emergenze


                  Photo: Archivio COOPI

 

 

8 Settembre – Giornata Mondiale dell’Alfabetizzazione

Nel 2014 ben 263 milioni di minori non hanno frequentato la scuola e nei paesi in conflitto il 50% dei minori non ha accesso all’istruzione

 

Con alfabetizzazione si intende «il processo con il quale una persona o un gruppo di persone perviene a usare l’alfabeto per leggere, ed eventualmente per scrivere; dunque modalità, strumenti e tecniche di insegnamento e di apprendimento del leggere e dello scrivere» – da Enciclopedia Treccani.

“Una tema ormai superato” è il pensiero comune sull’argomento. In realtà, pochi assumono un punto di vista ad ampio spettro. Ancor meno coloro che si domandano: come garantire strumenti, modalità e tecniche d’insegnamento in Paesi dove non sono disponibili nemmeno acqua e cibo?

La risposta che se ne trae è molto semplice: non vengono garantiti.

Fondamentale risulta dunque la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Alfabetizzazione – istituita l’8 settembre – per diffondere informazioni in merito e sollecitare le menti che ci circondano.

“COOPI SUISSE ha molto a cuore tale tema e al suo attivo conta diverse iniziative. Tra le ultime, la riabilitazione della scuola primaria di Ngaoundaye, in Repubblica Centrafricana – uno dei Paesi colpiti da maggior crisi umanitaria negli ultimi tre anni. 337 bambini e 331 bambine tra i 6 e gli 11 anni, per un totale di 668 studenti, hanno avuto la possibilità di frequentare una struttura scolastica dotata di tutti gli strumenti necessari all’apprendimento” riporta Carla Ricci, presidente dell’associazione luganese.

In RCA la quasi totalità dei servizi scolastici ha subito una completa distruzione, comportando un ulteriore calo di scolarizzazione – già di livello estremamente basso (con una media del 30% e del 18% se si considera il tasso femminile).

Dall’inizio dell’anno scolastico 2014 (settembre/ottobre) a metà febbraio 2015, le scuole hanno funzionato, in media, per sole quattro settimane. Le infrastrutture infatti non sono sufficienti ad accogliere tutta la popolazione in età scolare, mentre violenza e insicurezza infliggono pesanti conseguenze sull’apprendimento.

Nell’attuale contesto di emergenza, l’istruzione aiuta a ridurre l’impatto psico-sociale dei conflitti, contribuendo a offrire stabilità e speranza per un futuro migliore. Futuro assicurato in primo luogo dal grado di istruzione dei cittadini. Per questa ragione diventa obiettivo primario delle ONG il sostegno all’alfabetizzazione.

Al vertice dei progetti COOPI, dunque, l’istruzione. Strumento necessario alla creazione di nuove menti che, in futuro, potranno cambiare le cose.

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