Comunicato Stampa: Giornata mondiale della desertificazione


In Africa è allarme fame

La peggiore crisi umanitaria degli ultimi 70 anni

 

Con il sostegno della Fondazione Herrod combattiamo la situazione di emergenza in Somalia 1

                                     Photo Archivio COOPI

 

Nell’anniversario della Giornata mondiale per combattere la Desertificazione e la Siccità che si celebra il 17 giugno sono 30 milioni le persone nell’Africa Centro-orientale che stanno affrontando la peggiore carestia dalla Seconda Guerra Mondiale.

La Fondazione Herrod e COOPI Suisse danno il loro contributo per #cambiarestoria.

 

 

Troppo poco è lo spazio dedicato al problema della carestia che ancora affligge il mondo. Un numero sempre più alto di uomini, donne e bambini che abitano il Corno d’Africa, il bacino del Lago Ciad e il Sud Sudan non hanno cibo e acqua sufficienti per sopravvivere.

Oltre a minacciare la sopravvivenza di un quinto della popolazione mondiale – che corrisponde a più di un miliardo di persone – siccità e desertificazione hanno portato alla riduzione dello strato superficiale del suolo e della sua capacità produttiva in un terzo della Terra, ossia quattro  miliardi di ettari. Questo fenomeno è particolarmente drammatico in Africa, dove la desertificazione è fra le cause del dilagante fenomeno della carestia.

Oggi l’emergenza fame ha ricevuto il colpo decisivo da El Niño, una problematica periodica a livello climatico che provoca un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico. Riapparso nel 2015, El Niño è in grado perfino di condizionare il clima dell’intero pianeta, causando inondazioni in alcune zone e forte siccità in altre.

A causa sua, i paesi poveri dell’Africa Centro-orientale, già prostrati da grave insicurezza alimentare e da carenza d’acqua, hanno perso l’80% del bestiame per la forte siccità, la gran parte dei raccolti sono andati distrutti e i fenomeni migratori si sono accentuati.

Ma morire di fame nel terzo millennio è una vergogna per l’umanità intera.

COOPI Suisse, associazione luganese facente parte della rete internazionale COOPI, ha deciso di rispondere all’emergenza umanitaria aiutando 14.520 persone a non morire di fame in Somalia. Il progetto è reso possibile grazie al partenariato sviluppato con la Fondazione Herrod di Ginevra.

L’intervento prevede la distribuzione di 1.500 voucher per accedere all’acqua, la distribuzione di taniche per la conservazione di quest’ultima evitando così il rischio che venga contaminata; ma anche la fornitura di pastiglie per potabilizzare l’acqua e attività di sensibilizzazione sulle pratiche igieniche per evitare malattie trasmesse dall’acqua contaminata, come il colera.

Per quanto riguarda la lotta alla malnutrizione vengono distribuiti alle famiglie voucher per l’acquisto di una «cesta di base» che comprende cibo e altri prodotti per la famiglia – sorgo, olio vegetale, zucchero, acqua, cherosene, legna da ardere e sapone – corsi di sensibilizzazione per madri e giovani donne in modo da diffondere buone pratiche nutrizionali ed igieniche, col fine di prevenire la malnutrizione infantile e altre malattie già aggravate dalla carestia.

 

Obiettivo del progetto è raggiungere 2.420 famiglie a rischio di sopravvivenza, per un totale di 14.520 persone colpite dalla crisi; di questi, 8.000 sono bambini di cui 4.000 sotto i cinque anni.

 

Questo intervento rientra nella campagna #cambiamostoria che COOPI Suisse ha lanciato nel Canton Ticino il 6 giugno 2017, e che durerà fino al 31 luglio. L’associazione sarà presente con stand informativi in varie località del territorio elvetico, con l’obiettivo di informare e raccogliere fondi per proteggere i minori vittime di violenza nelle zone di conflitto e per combattere la malnutrizione in Africa Sub-sahariana.

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