Comunicato Stampa: Giornata mondiale del rifugiato


COOPI Suisse rende consapevoli per la Giornata Mondiale del Rifugiato

 

                      Photo: Archivio COOPI

 

Di questi tempi, estremamente rilevante a livello sociale è la Giornata Mondiale del Rifugiato che ricorre il 20 giugno. Il panorama mediatico internazionale è dominato da ampie lacune in fatto di informazioni accurate e verificate: spesso i dati vengono manipolati in base al canale utilizzato e alla linea di pensiero generale. Ma qual è, dunque, la realtà in materia? COOPI Suisse cerca di diffonderla nel modo più autentico possibile.

Profughi, richiedenti asilo, rifugiati, protezione umanitaria, asilo politico… Vario è il vocabolario che ruota intorno al concetto di migrazione. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, riportiamo una definizione del termine:

 

Il rifugiato è colui che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra.

Articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati.

 

Sono 65,3 milioni gli individui costretti a fuggire dal proprio Paese; tra questi, 21,3 milioni sono rifugiati. L’Europa si sente travolta da un’ondata di portata unica al mondo, ma i dati smentiscono il pensiero comune. Come testimonia UNHCR – United Nation High Commissioner for Refugees – in questo video, è la Turchia il paese che nel 2016 ha garantito protezione al maggior numero di rifugiati, raggiungendo quota 2.773.800. Seguono a ruota Pakistan, Libano, Iran ed Etiopia. E in Europa quanti sono? 2 milioni e 100 mila. E che dire della situazione svizzera? Nel 2016 sono state presentate solamente 27.207 domande d’asilo. Cifre decisamente irrisorie se inserite nel contesto mondiale.

Gran parte dei rifugiati provengono da luoghi afflitti da guerre sanguinose e longeve; parliamo di Siria, Somalia, ma anche dei Paesi compresi nel Bacino del Lago Ciad – Nigeria, Niger, Camerun, Ciad. Proprio qui COOPI è attiva con un gran numero di progetti (26 in totale) destinati alla protezione dei 17 milioni di individui colpiti dal conflitto. Dalla piccola scuola informale allestita dai cooperanti a Melea, sito di accoglienza per i rifugiati e gli sfollati interni della regione del Lago Ciad, al campo rifugiati di Sayam Forage, Diffa (Niger) e al centro di Ngalda: sono solo alcune delle iniziative promosse da COOPI nella regione.

Ma l’impegno della fondazione non finisce qui: nel dicembre 2016 è stata aperta una sede in Siria, che si occupa del progetto Sostegno alimentare in risposta alla crisi siriana nell’area metropolitana di Damasco, in collaborazione con la Mezzaluna Rossa Arabo-Siriana (SARC) e con il finanziamento dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Dopo aver affrontato per 3 anni l’emergenza profughi siriani dal Libano, COOPI si appresta oggi a diventare parte attiva della risposta umanitaria nella stessa Siria.

Sempre in crescita, sempre in prima linea sulle problematiche che affliggono i rifugiati, l’organizzazione riveste quindi un ruolo di fondamentale importanza nello scenario internazionale.

 

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