Orlando Bloom visita i beneficiari COOPI


Alla fine di febbraio l’attore inglese Orlando BloomGoodwill Ambassador dell’UNICEF, ha realizzato una missione nella regione di Diffa, nel Sud-est del Niger, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi umanitaria in corso nel bacino del lago Ciad, dove la violenza di Boko Haram ha causato enormi sfollamenti di popolazione.
Nel corso della sua missione, Bloom ha visitato i progetti della fondazione COOPI finanzi dall’Unicef attivi nella regione di Diffa. I nostri centri garantiscono accoglienza, protezione, nutrizione e istruzione a centinaia di migliaia di bambini che sono stati costretti a lasciare le loro case, non frequentano la scuola e sono esposti al rischio di malnutrizione.
«Come padre, per me è difficile immaginare quanti di questi bambini sono stati coinvolti nel conflitto. Durante questa missione ho ascoltato storie terribili di bambini che fuggono a piedi, lasciandosi tutto dietro, inclusa la sicurezza delle loro case e delle loro scuole» racconta Bloom.

L’incontro con i bambini scampati a Boko Haram

In Niger l’attore inglese, che ha compiuto la sua prima missione sul campo per testimoniare il lavoro dell’UNICEF nel 2007, ha incontrato bambini come il quattordicenne Amada Goni, che vive con la sua famiglia in un campo per sfollati a Garin Wazam. Molti dei suoi amici si sono uniti a Boko Haram, alcuni volontariamente, altri no. Amada ha confidato a Bloom i suoi incubi spaventosi, che non lo abbandonano da quando, otto mesi fa, il suo villaggio è stato attaccato dai terroristi. Oggi il ragazzo si reca ogni giorno presso l’Unità di sostegno psicologico di COOPI, dove riceve assistenza per affrontare il trauma e dove ha incontrato nuovi amici. «Quando vado là per giocare, mi sento bene, provo sollievo, insomma mi sento molto meglio» dice. «Mi aiuta a fare i conti con gli incubi.»

«È estremamente difficile comprendere questa situazione quando non ti trovi là. Io ho potuto vedere la profondità del dolore e delle sofferenze che questi bambini stanno affrontando. Nessun bambino dovrebbe mai vivere un’esperienza del genere» commenta ancora Bloom. «Eppure, è stato straordinario vedere il sorriso sulla faccia di Amada mentre giocava a basket con i suoi amici. Questo è il risultato del lavoro dell’UNICEF.»

 

 

Durante la sua missione in Niger, Bloom ha anche visitato Bosso, al confine con la Nigeria, dove ha incontrato la tredicenne Eta, fuggita con la sua famiglia dopo che la sua casa è stata bruciata da Boko Haram. Oggi Eta frequenta una scuola temporanea, aperta da COOPI e UNICEF, e sogna di diventare un medico e di lavorare per il benessere della sua comunità.

«Questa missione mi ha toccato profondamente» sottolinea Bloom. «Ogni bambino che ho incontrato è stato colpito da questo conflitto e ha un disperato bisogno di beni di prima necessità come acqua, scuola, aiuto psicologico, per superare le atrocità che ha subito e testimoniato. Questi bambini devono riavere la loro infanzia!»

I nostri progetti attivi in Nigeria, Camerun, Ciad Niger hanno intensificato la loro azione per assistere migliaia di famiglie nella regione, garantendo acqua potabile, istruzione, sostegno psicologico, vaccini e cure contro la malnutrizione.

Ma c’è ancora molto da fare: la mancanza di fondi e il difficile accesso per ragioni di insicurezza stanno ostacolando la distribuzione degli aiuti umanitari a migliaia di bambini in stato di bisogno. Per dare a questi bambini il futuro che meritano, Orlando Bloom invita a non dimenticare la crisi del bacino del lago Ciad, una delle più grandi della nostra epoca: «We must take action! Today.»

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