Focus Repubblica Centroafricana


una bambina attraversa il centro di salute Louboutigué con in spalla il fratellino

una bambina attraversa il centro di salute Louboutigué con in spalla il fratellino

Negli ultimi due anni COOPI sul campo in Repubblica Centroafricana ha assistito ad una recrudescenza degli attacchi alla popolazione civile da parte dei gruppi armati del LRA (Lord Resistance Army).

Sono 6.860 i beneficiari diretti dell’intervento di COOPI che si è focalizzato sulla popolazione civile colpita direttamente o indirettamente dal LRA nelle zone di Obo e Zemio, due sottoprefetture particolarmente isolate e più soggette alla crisi che imperversa nel Paese.

In particolare per i minori e le donne vittime di violenza, la zona è stata infatti identificata come prioritaria per la protezione di donne e minori. Si riscontrano quotidianamente gravi violazioni del diritto umanitario, nonché episodi di violenza sessuale e sfruttamento di minori.

Da un lato abbiamo individuato e preso in carico i minori vittime di violenza da parte dei gruppi armati del LRA attraverso un programma di formazione e sensibilizzazione a livello comunitario. Abbiamo individuato, formato e preparato le Famiglie di Accoglienza Temporanea  per i minori fuoriusciti dai gruppi di forze armate e abbiamo fornito supporto all’associazione A.F.A.S.V.E.R. (Associazione delle famiglie accoglienti e solidali con le vittime del LRA) creata nel 2011. Inoltre i bambini e le bambine vittime del LRA sono stati coinvolti direttamente in attività di formazione. Sono stati creati 8 club d’enfance, per la preparazione di piani d’azione in caso di rischio o pericolo. Infine è stata avviata la ricerca dei famigliari delle vittime e 50 famiglie sono state ricongiunte.

Dall’altro lato abbiamo agito nei confronti delle donne vittime di violenza attraverso un programma integrato per la riabilitazione psicologica e il reinserimento socio-economico. A partire da una formazione psicologica per gli operatori e gli animatori del progetto sono stati attivati 6 centri d’ascolto e due equipe mobili per fornire supporto psicologico e segnalare le vittime di violenza alle strutture mediche attive nella zona. 700 donne sono state incluse in un programma di sostegno psicosociale che ha previsto l’ascolto individuale, la creazione di gruppi di auto sostegno e una paziente attività di mediazione famigliare.

A livello comunitario abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione sui diritti umani, i diritti dell’infanzia e la violenza di genere e la risoluzione dei conflitti intracomunitari. sviluppare meccanismi di protezione comunitaria.

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