Emergenza siccità in Etiopia


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Nel nord-est dell’Etiopia è in atto la peggiore siccità degli ultimi 30 anni: è a rischio la vita di 10 milioni di persone. COOPI è già in azione e lancia un appello. Il fenomeno de El Niño, legato al surriscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico, se in alcune zone del mondo provoca inondazioni, in altre porta la riduzione delle piogge e siccità.

In Etiopia, anche l’ultima stagione delle piogge — il Karma che va da giugno a settembre — è iniziata con grande ritardo, è stata debole e scarsa (da 2 a 5 giorni di pioggia anziché 20-60), provocando un crollo della produzione agricola e la morte di migliaia di capi di bestiame.

Oggi il 50% della popolazione sta vivendo un’emergenza che tocca sia l’acqua che il cibo. La maggior parte delle famiglie, infatti, appartengono a comunità pastorali, la cui sopravvivenza è legata all’allevamento che è sia fonte di reddito sia fonte di cibo.

Ma senza acqua non ci sono pascoli e, senza pascoli, gli animali migrano verso altre regioni o muoiono privando le persone di latte, di cibo e di un reddito su cui contare. Anche le scorte alimentari sono ormai terminate, il prezzo del cibo è alle stelle e le famiglie, per far fronte ai bisogni urgenti, sono costrette a vendere almeno un animale a settimana, innescando un ciclo vizioso che peggiora ulteriormente le loro condizioni.

Tra le conseguenze più gravi di tale situazione c’è l’aumento dei casi di malnutrizione tra i bambini e le migrazioni interne di intere comunità che, alla ricerca dell’acqua, lasciano i loro villaggi per riversarsi su quelli che dispongono di un sistema idrico seppur mal funzionante.

Per far fronte a questa emergenza COOPI già a novembre 2015 ha avviato un intervento urgente per portare acqua a 9.400 persone operando su tre livelli: riabilitiamo i sistemi idrici esistenti in 5 comunità al fine di ampliarli, ripararli e renderli più efficienti; costruiamo condutture che permettano per portare acqua ai villaggi circostanti, in particolare vicino a scuole e Centri di salute al fine di ridurre o contenere le migrazioni; realizziamo incontri di sensibilizzazione sul tema dell’acqua per insegnare la corretta conservazione, far conoscere i rischi legati al consumo di acqua non pulita e prevenire le malattie.

Nel  2016  stiamo realizzando nella regione nord orientale di  Afar :

  • riabilitazione di tre pozzi scavati a mano non funzionanti, con installazione di pompe idrauliche a Erebti Woreda, per 900 beneficiari
  • riabilitazione di tre pozzi poco profondi non funzionanti, con installazione di pompe idrauliche e il rifacimento della parte esterna a Erebti Woreda, per 1500 beneficiari
  • rifacimento del sistema di approvvigionamento idrico ad Afdera Woreda, per 3.000 beneficiari
  • ampliamento del sistema di approvvigionamento idrico a Berhale Woreda, per 2.100 beneficiari
  • ampliamento del sistema di approvvigionamento idrico a Abala Woreda, per 3.650 beneficiari
  • distribuzione di 18.000 kit per il trattamento chimico dell’acqua, per 60 gg, per garantire acqua sicura alla popolazione, – specialmente ai bambini – che attualmente usa fonti contaminate, finchè le pompe e i sistemi idrici non saranno ripristinati, per 23.000 beneficiari, località Afdela, Berhale, Abala e Erebti Woreda
  • formazione della popolazione locale, organizzata in un “comitato per l’acqua”, sui metodi di manutenzione e mantenimento delle pompe e dei sistemi idrici

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